giovedì 26 febbraio 2015

Job Offer: se siete capaci di gestire i social...



Riceviamo e volentieri pubblichiamo:

Nuova piattaforma editoriale focalizzata su economia e innovazione cerca professionista per gestione degli account social.  

Dovrà curare il piano editoriale, razionalizzare liste e attività, produrre i contenuti sempre in costante sinergia con la struttura redazionale. 

È richiesta una buona conoscenza dei social e delle loro logiche (Facebook, Twitter, Linkedin), degli strumenti di monitoraggio e della lingua inglese. La società è a Milano ma non sono escluse possibilità di telelavoro.  

Inviare CV a mailhr15@gmail.com

(note: è una testata online. Dovrebbe essere un lavoro tendenzialmente part time, ma su base continuativa. NON mandate il CV a me, non sono coinvolto nella selezione...)

martedì 24 febbraio 2015

Burger King ti paga il trasloco

Simpatico PR Stunt di Burger King, in Francia: Whopper MoveOut.

Di quelli che hanno luogo nel mondo fisico ma che basano poi tutta la loro efficacia sulla diffusione, sul passaparola in Rete.

La storia: Burger King ha deciso di aiutare che vive lontano dai propri ristoranti.
Quindi, se decidete di traslocare vicino ad uno dei punti di vendita della catena, il trasloco ve lo paga Burger King.

E per essere scelti, uno dei fattori che vi fanno scalare la graduatoria è proprio la lontananza da un punto di distribuzione dei Whopper :-)

Su Facebook:
https://www.facebook.com/burgerkingfranceofficiel/timeline
(da notare che uno dei temi che cavalcano di più su FB è proprio l'apertura di nuovi punti vendita, di progressiva capillarizzazione della catena sul territorio).

Ecco il video:



Ed ecco un po' di commento.
Deve essere chiaro che questo tipo di operazioni sono un po' un atto di fede.

Difficile definire dei solidi KPI legati alle vendite o ai profitti da associare a queste operazioni.
Sono le classiche operazioni di branding, di cui si può misurare ad esempio la diffusione delle conversazioni o il miglioramento del sentiment; e che quindi per certi manager molto "commerciali" non sono adeguatamente misurabili.

D'altra parte è ovvio che se pur non si devono sprecare soldi in operazioni di "finto-branding" che non portano a nulla, una marca forte è un potente motore delle vendite, della costruzione di reference in mondi in cui i prodotti sono interscambiabili... e dove se la marca è un fattore secondario, la competizione rischia di basarsi sul prezzo. Scordandosi quindi di fare i margini.

Insomma, il rischio è quello del classico paradosso: non faccio cose che non siano accuratamente misurabili, anche a rischio di non fare le cose che realmente farebbero la differenza per il mio business... :-)

venerdì 20 febbraio 2015

Innovativo: il piano fallo fare all'Influencer... se vuole partecipare

http://www.thetimes.co.uk/
Condivido con voi un concetto per me nuovo.

Evento. Non vi dico quale* ma facciamo finta sia un concerto. Con un biglietto costoso. Che mi interesserebbe vedere.

E' interesse dell'organizzatore arruolare una serie di Influencer possibilmente "di peso", che prima, durante e dopo l'evento lo promuovano.

In modo da influenzare positivamente il business, sia in una logica di breve (la gente si interessa e compra i biglietti per quest'anno), sia direi di lungo periodo (chi non c'è stato quest'anno si convince che ha fatto male - e che l'anno prossimo ci dovrà andare).

Per questo lo step 1 è stato quello di contattare una serie di Influencer, per verificare l'interesse e fare un po' di teasing; se sei interessato sentiamoci, così ti spiego come puoi partecipare gratis all'evento.

Lo step 2 è di fissare una telefonata. In cui si spiega come funziona la faccenda. Ovvero:

a) L'influencer, se interessato a partecipare all'evento, dovrà sottoporre agli organizzatori un piano in cui spiega come intende promuovere l'evento, prima, durante e dopo.

b) Il piano sarà messo al vaglio degli organizzatori, che analizzeranno le proposte.

c) Se la proposta piace all'organizzatore, l'influencer sarà ammesso all'evento e darà il via al suo piano di comunicazione concordato.

My 2 cents:
da un lato c'è un senso, nell'outsourcing del piano.
L'influencer conosce il suo pubblico. Magari ha le idee molto più chiare su cosa funziona e cosa no, sa quali leve muovere etc etc.

D'altra parte, purtroppo, ho mille cose da fare, faccio molta fatica a investire parte del mio prezioso (sì, prezioso, perché lo rubo alla famiglia, alla vita privata, alle passioni) tempo per fare un piano "pro qualcun altro" che incassa dei soldi in cambio del mio sforzo.

Certo, mi piacerebbe assistere all'evento, ma il prezzo richiesto è troppo alto per il valore che ne derivo. Lo scambio (per me) è troppo asimmetrico. Quindi ho passato la mano e ho rinunciato a esserci. Serenamente :-)

C'è però, al di là del contingente, un'implicazione strategica più profonda: si scassa la meccanica relazionale. 

Non mi interessi tu in quanto persona che stimo e che seguo. 
Ti considero, semplicemente, come un fornitore che metto in gara con altri fornitori. 

Mi interessa vagliare cosa mi offri, non chi sei. 
Cosa da un certo punto di vista corretta; ma se rompiamo il meccanismo relazionale, io mi sento in diritto non solo di chiedere il biglietto gratis ma anche dei soldi per il mio lavoro - se la mia proposta verrà scelta.

Non è cooperazione, è compravendita di servizi di comunicazione.
Che va benissimo, è business, ma allora devono girare anche i soldi, per esempio

Insomma, io ho passato la mano, la richiesta di piano ha avuto un effetto deterrente.
Probabilmente, per quell'evento, non mi fossi sentito sotto esame, costretto a dimostrare qualcosa, costretto a investire a rischio, avrei fatto parecchio, avrei dato supporto. 

Comunque va bene.
Al prossimo giro la tentazione sarà di replicare inviando un mio listino prezzi :-) (che no, non ce l'ho il listino, io non prendo soldi per pubblicare; perché lo scambio di valore  - e ne parlo a lungo nel libro - lo realizzo in altri modi. Ma per l'occasione potrei farmelo :-)

* PS: Si dice il peccato ma non il peccatore.
Perchè purtroppo troppa gente ha una sindrome da rosico o da epic fail automatico. E se legge di una cosa su cui non è d'accordo inizia ad insultare.
Per me, nello specifico, l'azienda non è da insultare. Hanno provato una strada alternativa, che ha anche dei risvolti interessanti.
Quindi li proteggo, per evitare che il solito manipolo dipirla inizi ad insultarli per principio :-)

Ed ecco ora, l'immancabile messaggio promozionale:

Relazioni pubbliche digitali 
Pensare e creare progetti con blogger, influencer e community. 


Un libro, un manuale sulle PR in rete - che cerca anche di definire un po' meglio le PR online. Da che cosa sono composte e, soprattutto, come si fanno. 

Che cosa sono (e non sono) le PR digitali e cosa è lecito aspettarsi (e cosa non dobbiamo attenderci). 

Un libro per insegnare e soprattutto stimolare; a pensare in modo strategico, a capire, a fare, a relazionarsi con gli specialisti del settore (e lavorare con loro), per crescere professionalmente.

Il libro è disponibile sia in formato ebook che cartaceo. Lo trovate nelle buone librerie oppure online su numerosi bookstore, ad esempio:



mercoledì 18 febbraio 2015

Usare Twitter per fare PR Digitali (Parte prima) Tanti followers, tanto onore?

Una delle cose che mi piacerebbe fare con questo blog è di approfondire il contenuto di Relazioni Pubbliche Digitali (il manuale) con contenuti che nel libro non ci sono stati per ragioni di spazio o per stare sul pezzo di nuovi trend, nuove idee.

Inizierei condividendo con voi alcuni spunti, derivanti da quella che è la mia esperienza diretta, sull'uso di Twitter per fare Digital PR.

Per non fare post lunghissimi, spezzerò l'argomento in una serie di post, scaglionati nelle prossime settimane...

il tema di oggi:

E' importante avere tanti followers?

Una delle richieste che fanno più spesso i clienti in ambito Twitter è quella di avere tanti fan. Size matters. O no?

In realtà, come discusso nel libro, si e no.
  • Riuscire a portare la propria voce su un pubblico ad alto potenziale è buono.
  • Avere tanti fan "fuori target", magari fake / bot è nobbuono (o, al limite, semplicemente inutile).
  • Costruire una tribù di persone "in target" che è interessata a seguirci e ad ascoltare quello che abbiamo da dire è molto buono.
Detto questo mettiamoci d'accordo su cosa vuol dire avere tanti follower.
Io non arrivo a 4.000 - e mi va benissimo: non ho un pubblico (in termini di addetti / appassionati al marketing digitale, alla strategia) oceanico.

Fedez ne ha 588K - dopo aver fatto TV, copertine di giornali, dischi, concerti, pubblicità.

Illy ne ha un po' più di 5.000 in Italia e Adidas Italia meno di 36.000.

Quanto più siamo "di nicchia", quanto più non siamo considerati una marca iconica e affascinante, tanto minore sarà il nostro potenziale quantitativo.
Ma qui non siamo in una logica televisiva, dove sparo a raffica nel mucchio, accettando ampie dispersioni, consapevole che alla maggior parte del mio pubblico il mio messaggio non interessa.

Per la legge dei grandi numeri, se sono poco efficiente ma parto da una rete molto grande, qualche pesce lo porterò a casa.

Qui invece non peschiamo con la rete, cacciamo col fucile da cecchino. Parliamo alle persone, ce le scegliamo magari una per una, decidiamo che quella persona, con nome e cognome, ci piacerebbe ci seguisse.
Come dico da anni, il digitale ci porta più nel campo del Direct Marketing, delle PR che non in quello dell'advertising (ovviamente se faccio pubblicità online, faccio advertising... con tutte le sue logiche).

Più che i numeri conta la qualità.

Se avete un negozio, meglio far entrare poche persone che probabilmente comprano che orde oceaniche che probabilmente non comprano.

Poi per carità, a rimpolpare le fila si fa anche in fretta. Ci sono un sacco di fake account là fuori che saranno felicissimi di seguirvi se li seguite (io ne ho molti fra i miei followers, anche perché sto cercando di capire meglio il fenomeno, poi magri vi racconto).

Btw, in molti casi  non è difficile riconoscere account fake: hanno foto di personaggi famosi o già usati da altri account (googlate la foto del profilo...). Molti sono delle vere e proprie fabbriche di aforismi, di motti, di frasi più o meno ad effetto. Non fanno RT. Non hanno scambi con altre persone, non intrattengono conversazioni, sono solo macchine da citazioni a senso unico.

Nella prossima puntata magari parliamo del seguire altri account per farsi seguire... interessa?



Messaggio promozionale :-)


Relazioni pubbliche digitali
Pensare e creare progetti con blogger, influencer e community.

Un libro, un manuale sulle PR in rete - che cerca anche di definire un po' meglio le PR online. Da che cosa sono composte e, soprattutto, come si fanno. 

Che cosa sono (e non sono) le PR digitali e cosa è lecito aspettarsi (e cosa non dobbiamo attenderci).

Non solo un manuale, ma anche un libro di strategia.

Un libro per insegnare e soprattutto stimolare; a pensare in modo strategico, a capire, a fare, a relazionarsi con gli specialisti del settore (e lavorare con loro), per crescere professionalmente.

Il libro è disponibile sia in formato ebook che cartaceo. Lo trovate nelle buone librerie oppure online su numerosi bookstore, ad esempio:




martedì 17 febbraio 2015

Ricerca: Gillette usa Tinder per convincere gli uomini che rasati si becca di più :-)


Un classico: la ricerca a fine di PR. Diffusa in rete, così si è (anche) digitali :-)

Un problema: siamo pieni di hipster, là fuori (e noi che temevamo che il problema sarebbe stato l'invasione degli zombie).

E questo è un problemone per aziende come Gillette., evidentemente.

Quando era mio cliente (tanti anni fa) già mi raccontavano che avevano sentito l'effetto della moda del pizzetto; meno superficie rasata, più durata del rasoio, meno vendite...

Houston, abbiamo un problema - la moda sta mettendo fuori mercato il nostro prodotto, che basa le nostre revenue su un uso regolare e quotidiano, per farsi più belli. Solo che è cambiato il concetto di bello...

Secondo me la moda l'ha lanciata lui.
O almeno, per me
fu così che iniziò l'uso del pizzetto...
Allora, come fare a invertire la tendenza a far passare di moda il barbone? In questo campo, parlando di uomini e di immagine del se' la risposta è quasi scontata: si gioca sul fronte della seduzione. O mancata tale.

In breve: Gillette ha fatto analizzare un po' di dati di Tinder, gli "esperti della prima impressione", la notissima applicazione di cuccaggio digitale.

100,000 profili valutati.

Il risultato? Che sorpresa - le donne preferiscono gli uomini rasati. Senza barba ottieni il 37% in più di match.

Per maggiori informazioni, ecco il sito costruito attorno all'attività (giustamente. In Italia molte aziende "medie" avrebbe storto il naso  a tirar fuori i soldi anche solo per far realizzare più di un post sul Facebook o far mandare un'infografica a 4 blogger).


Guardatelo -  è un ottimo esempio di come si fanno certe cose. E, ovviamente, c'è anche il meccanismo di viralizzazione dei risultati...

Perché in un'operazione di questo genere, l'essenziale è che se ne parli. Che ne parlino le persone e si scambino la notizia, che ne parlino i media, che ne parlino gli influencer... anche perché - se la notizia non la crei tu - che mai ci sarà da raccontare di un rasoio? E quindi fondamentale inserire nel piano di marketing una robusta iniezione di PR... con un solido pensiero strategico sotto.

Ed ecco il video:


giovedì 12 febbraio 2015

Ci vediamo alla Social Media Week, il 27



Confermato: il 27 mattina sarò alla Social Media Week con l'ineffabile Laura Renieri, una delle mie blogger preferite (The Old Now); e l'ottimo Andrea del Campo di Ford.

Ecco i dettagli:

FACCIAMO IL PUNTO SULLE PR DIGITALI

 Fri, Feb 27 - 11:45 AM - 1:00 PM

 Hosted by SMW Milan

 Mondadori Megastore, Spazio eventi 3º piano




Generare contenuti e conversazioni per costruire un’opinione positiva della nostra marca, prodotto o servizio, coinvolgendo influencer e blogger; generare reputazione per marche e organizzazioni, proteggerla, difenderla in caso di crisi: in questo consistono le PR digitali, attività di comunicazione che danno visibilità, rendono notiziabile un evento, aiutano a ottenere un’esposizione mediatica, a entrare nei discorsi delle persone, a sintonizzarsi con loro attraverso operazioni che devono coinvolgere strategia, creatività, pensiero ed esecuzione.
Nell’incontro proveremo a:
- definire un mercato ancora mal definito, a definire in pratica le PR Digitali: cosa sono, cosa non sono, cosa attendersi e cosa no.
– spiegare perché é un modo interessante per comunicare con il pubblico, collaborando con blogger, influencer… ma non solo.
– capire come aziende, agenzie e influencer possono collaborare per una comunicazione più efficace

**Se vi interessa, mi sa che vi conviene registrarvi rapidamente, ci sono già oltre 110 iscritti, mi dicono...

mercoledì 11 febbraio 2015

I miei libri, scaricabili anche su iBooks per Apple / iPad...


Se siete fanatici della mela - o più semplicemente ritenete comodo iBooks per leggere sul Mac, su iPhone o iPad e anche per comprare ebooks, ecco i link per scaricare la versione elettronica dei miei libri.

Manuale Relazioni Pubbliche - digital PR - PR online 

Generare contenuti e conversazioni per costruire un’opinione positiva della nostra marca, prodotto o servizio, coinvolgendo influencer e blogger: in questo consistono le PR digitali, nuove attività di comunicazione che danno visibilità, rendono notiziabile un evento, aiutano a ottenere un’esposizione mediatica, a entrare nei discorsi delle persone, a sintonizzarsi con loro. Anche nelle PR digitali un’operazione di successo deve combinare strategia e creatività. E qui sta la difficoltà maggiore: se è relativamente facile «essere creativi», molto più complesso è farlo in modo funzionale ai risultati del business. Con l’obiettivo di offrire strumenti per pensare e creare progetti solidi e non un semplice manuale operativo, il libro dedica ampio spazio al trasferimento delle riflessioni strategiche maturate dall’autore in anni di professione. Che cosa sono (e non sono) le PR digitali e cosa è lecito aspettarsi da esse; l’importanza della reputazione e come gestirla; l’individuazione di influencer e blogger e le modalità per lavorare con loro; budget e KPI; prevenzione e gestione delle crisi online: ogni aspetto è affrontato con ricchezza di esempi e puntuali rimandi a risorse in rete.





I canali digitali rappresentano, per chi si occupa di marketing e di comunicazione, una sfida affascinante, fatta di velocità, di una moltitudine di strumenti, di opportunità che si susseguono. Affrontare questo territorio così vario e vasto richiede di dotarsi di una solida visione strategica che guidi sempre l’ideazione delle proprie attività. Per chi non è esperto questo libro è un manuale che spiega, attraverso una metodologia facile da comprendere e da seguire, come progettare e realizzare un’efficace attività di comunicazione digitale pianificandola strategicamente. Il tutto arricchito di tanti casi pratici a cui ispirarsi. Per chi già conosce il campo è una guida che fornisce spunti su come applicare una logica di pensiero strategico per rendere più efficiente e produttivo il processo di sviluppo di un progetto digitale. Per tutti, un manuale pratico, ricco di spunti e case history, per capire meglio la Rete e sviluppare progetti migliori.



Entrambi i libri sono disponibili anche in formato cartaceo (se siete di quelli che amano annotare i manuali). Naturalmente il formato ebook è disponibile anche in versione non-apple, ad esempio su:

Egea




lunedì 9 febbraio 2015

C'è chi prende appunti

Daniele è uno studente modello :-)


Si apre oggi il casting per Asterix :-)

Opportunità più unica che rara: diventare un personaggio del prossimo albo di Asterix (uscita prevista Ottobre 2015).

In una classica mossa che mette al centro le persone, e quindi costruisce coinvolgimento e "engagement", che costruisce attenzione, che fa parlare di se' - quindi costruisce una notizia; quindi usa il mezzo digitale per fare PR e preparare quindi il lancio del prodotto, costruendo non solo awareness ma anche interesse e curiosità e... urca mi sono fatto prendere la mano dall'apologia strategica e ho preso il filo.

vabbè, tagliamo corto.

2 persone verranno "caricaturate", disegnate come personaggi del famosissimo fumetto gallo. E queste due saranno scelte in rete.

Come?

Beh, andate sulla pagina Facebook di Asterix:


(al momento di scrivere questo post, ancora non è stato svelato l'arcano, lo metto in pubblicazione automatica per lunedì - io sarò in riunione quindi mi sa che lo scoprirete prima voi di me :-)

Se è aperto anche ai romani e non solo ai galli, io mi candido, per passare alla storia :-)

Non è proprio una novità (in tempi recenti ricordo la ricerca, a fini benefici, di due persone disposte a fare una orrenda morte su Games of Thrones)

venerdì 6 febbraio 2015

Dal Fail al Win: in Dog We Trust, un buon caso di PR


In God We Trust è il motto nazionale degli Stati Uniti.

E come tale è riportato fino alla nausea sulle banconote, stemmi, insegne, merchandising... e tappeti.

Non so quanto sia diffuso l'uso del tappeto istituzionale negli USA, ma almeno uno c'è: ed è quello che fino a poco tempo fa apparteneva a Bob Gualtieri, sceriffo di Pinellas County.

Un bel tappeto nuovo... se non che a un certo punto ci si accorge che c'è un errore di stumpa sul tappeto - "in Dog We Trust".

Il tappeto viene prontamente fatto sparire, in attesa di ricevere un sostituto (corretto) dal fabbricante; ma è troppo tardi, qualcuno ha fatto il leak, CNN racconta il fail.

Ma lo sceriffo, con mossa arguta, ha trasformato il problema in opportunità.
E ha messo all'asta online quello che a tutti gli effetti davvero è un pezzo unico.
Devolvendo il ricavato a un' associazione che si occupa di salvare i cani. Appunto.

Risultato: 9.650 $ di ricavo per il canile (per un tappeto da 500$). E CNN che racconta di nuovo la storia, questa volta dando un alone molto positivo alla smartness dello sceriffo.
Facendo in modo che i media ne parlassero. Tanto che la notizia adesso dalla lontana Florida è arrivata persino qui, in Italia.

Lezioni:
a) non esistono più notizie "locali". Se una notizia è notiziabile, può viaggiare per il mondo, a condizione che lavori su temi, idee, sensibilità universali (e noi umani siamo sempre più simili, le barriere geograrfiche non sono più quelle che ci separano).

b) La smartness, la capacità di ribaltare le situazioni è un asset fondamentale per creare notizie che si amplifichino, che viaggino alla velocità della luce sulla rete, nei social media... per arrivare ai media tradizionali, ai telegiornali (che hanno sempre la loro bella potenza di fuoco)

c) Essere trasparenti, non cercare di minimizzare errori e disavventure, ma anzi cavalcarli è la chiave per evitare il fail - e magari rigirarlo in un win :-)


Messaggio promozionale :-)


Relazioni pubbliche digitali
Pensare e creare progetti con blogger, influencer e community.

Un libro, un manuale sulle PR in rete - che cerca anche di definire un po' meglio le PR online. Da che cosa sono composte e, soprattutto, come si fanno. 

Che cosa sono (e non sono) le PR digitali e cosa è lecito aspettarsi (e cosa non dobbiamo attenderci).

Non solo un manuale, ma anche un libro di strategia.

Un libro per insegnare e soprattutto stimolare; a pensare in modo strategico, a capire, a fare, a relazionarsi con gli specialisti del settore (e lavorare con loro), per crescere professionalmente.

Il libro è disponibile sia in formato ebook che cartaceo. Lo trovate nelle buone librerie oppure online su numerosi bookstore, ad esempio:

Egea

Amazon

Hoepli










giovedì 5 febbraio 2015

WELCOME, BIENVENUE, WILLKOMMENN....


Un benvenuto a tutti i nuovi lettori di questo blog nuovo di pacca.

Che puzza ancora di plastica e di auto nuova - e di cui prima o poi sistemerò un po' meglio la grafica :-)

Qui parlerò del mio libro e di temi relativi alle PR Digitali, Case History, pensieri forti...

Per chi non lo conosce, segnalo anche il mio blog principale - dove parlo di Case History di Marketing e Comunicazione Digitale, Strategie, robe da Digital Planner.


Share & Enjoy.

L'indice del libro: Relazioni Pubbliche Digitali

Nella scelta di un libro, per prendere una decisione saggia sul tirar fuori o meno i soldi,l'indice può essere uno strumento importante di orientamento.

Ecco quindi l'indice di Relazioni Pubbliche Digitali, magari vi serve :-)


Introduzione – perché questo libro

A chi è rivolto questo libro

Avvertenze per l'uso

Capitolo 1: Cosa sono e cosa fanno le PR Digitali 

1.1 Cambiano i mercati, cambia la società, cambia la comunicazione

1.2 Cosa sono e a cosa servono le PR

1.3 Cosa fanno in pratica, le PR?

1.4 La difficoltà di definire le PR Digitali

1.5 Una proposta di definizione

1.6 Cosa fanno le PR Digitali e come influenzano il business

1.6.1. Le PR Digitali lavorano per creare opinione

1.6.2. Le PR Digitali lavorano per generare visibilità, notiziabilità

1.6.3 Le PR Digitali lavorano per costruire e gestire la reputazione

1.6.4 Le PR Digitali lavorano per costruire connessione coi clienti

1.6.5 Le PR Digitali lavorano per generare conversazioni

1.6.6 Le PR Digitali lavorano per riguadagnare (un certo) controllo sulle conversazioni

1.6.7 Non sarà mai possibile raggiungere l'unanimità

1.6.8 Lo User Generated Marketing e la perdita di controllo

1.6.9 La permanenza delle conversazioni

1.6.10 La diffusione delle conversazioni

1.6.11 Le PR Digitali lavorano per prevenire e gestire le crisi

1.7 Cosa non è lecito aspettarsi dalle PR Digitali ?

1.8 I tempi delle PR Digitali

1.9 I costi delle PR Digitali

1.10 Non esiste la controllabilità dei risultati

Capitolo 2: La gestione della reputazione 

2.1 Definizione di online reputation

2.2 La differenza tra "immagine" e "reputazione"

2.3 La Reputazione è importante - perché si trasforma in quote di mercato

2.4 I driver principali della reputazione

2.5 Le persone come si formano una reputazione delle marche, quando si muovono in rete?

2.6 La visibilità come primo passo per la propria reputazione

2.7 Visibilità e motori di ricerca

2.8 Reputazione e passaparola

2.9 non è pubblicità: è essere interessanti, utili

2.9 Paid, Owned, Earned, Borrowed

2.10 L’importante è che se ne parli. Bene

2.11 La reputazione e i pubblici interni

2.12 Don't tell stories, be the story

2.13 La gestione della Reputazione e il Personal Branding

Capitolo 3: La gestione della reputazione

3.1 Le attività di gestione della reputazione

3.2 I sette punti chiave della reputation management

3.3 Interventi correttivi della reputazione

3.4 Si parte sempre dall'ascolto: il Monitoraggio

3.4.1 I key points del monitoraggio

3.4.2 L'importanza dell'analisi umana

3.4.3 Più è cattiva la medicina, più serve

3.4.4 Il monitoraggio va fatto anche sui concorrenti

3.5 Come migliorare in concreto la propria reputazione

Capitolo 4: Influencer e PR Digitali

4.1 cosa intendiamo per (online) Influencer?

4.2 Gli influencer non sono una novità

4.3 Perché coinvolgere gli influencer?

4.4 Cosa vogliamo influenzare?

4.4 Qual è il ruolo degli influencer?

4.4.1 L'influencer come narratore

4.4.2 L'influencer come Ambassador

4.5 Cosa cerchiamo in un "influencer"?

4.5.1 Reach / Copertura

4.5.2 Credibilità

4.5.3 Affinità di campo

4.5.4 Capacità di essere amplificato

4.5.5 Disponibilità a partecipare

4.6 Cosa, invece, non desiderare

4.7 Dal controllo all'influenza

4.8 I primi influencer sono quelli che ci amano già

4.8.1 Il top di gamma degli influencer: Evangelisti e Evangelism Marketing

4.9 Con gli influencer si "lavora insieme"

4.9.1 La differenza tra relazione e chiedere una “marchetta”

4.9.2 Costruire progetti pensati per il vantaggio reciproco

4.9.3 Mission critical: informarli

4.10 Influencer: loro sono pochi, e ci sono tanti pretendenti

4.11 Un altro grande tema delle PR Digitali: innescare influenza trasformando le persone in influencer

4.11.1 Quando le persone diventano Influencer ("informali")

4.11.2 Alcuni approcci classici per trasformare le persone in Influenzatori

4.11.3 Lavorare con le community

Capitolo 5: Collaborare con i Blogger

5.1 Parliamo di Blog e di tipologie

5.2 A cosa può servirci, coinvolgere blog e blogger nel nostro progetto di comunicazione?

5.2.1. Costruire awareness su prodotti, marche, attività

5.2.2. Mettere a fuoco una percezione o spostarla

5.2.3. Costruire un luogo dove approfondire un’informazione

5.2.4 Costruire un luogo dove raccontare una storia

5.2.5. Fare / dare trasparenza

5.2.6. Dimostrare competenza / Thought Leadership

5.2.7. Lead Generation

5.2.8. Supportare il SEO

5.3 Parliamo di blogger

5.3.1 I Blogger: persone, non strumenti

5.3.2 L'equivoco dei Top Blogger

5.3.3 Se invece parliamo di "blogstar"

5.4 L'importanza del database

5.4.1 Come si costruisce il database

5.4.2 Liste e classifiche: servono?

5.4.3 Quali altri strumenti usare per arricchire il database?

5.4.4 Non basta un’anagrafica

5.5 si può attribuire un valore, un’audience ai blogger?

5.5.1 Non esiste l'Auditel dei Blog

5.5.2 Tenere conto dell’effetto di amplificazione

5.5.3 Tenere conto dell’effetto Coda Lunga

5.6 Prima di contattare un influencer o un blogger è imperativo

5.7 I Blogger hanno anche una vita

5.8 Videoblogger o YouTuber

5.9 Bisogna pagare i blogger?

Capitolo 6: Le PR Digitali in azione

6.1 Le tipologie più frequenti di attività

6.1.1 L’invio di informazioni

6.1.2 Product Testing

6.1.3 Il test panel

6.1.4 Evento di presentazione

6.1.4.1 Il problema della selezione degli invitati

6.1.4.2 L’effetto dell’evento – dopo, ma anche durante

6.1.5 Costruzione di un'experience

6.1.6 Coinvolgere in un progetto collaborativo

6.2 Alcuni punti da approfondire

6.2.1 La issue della trasparenza

6.2.2 E se la recensione è negativa?

6.2.3 E se ci chiedono in prova i prodotti?

6.3 Prima dell'esecuzione: la strategia

6.4 Cinque regole d'oro per riuscire a comunicare

6.4.1 Notiziabilità o morte

6.4.2 Si tratta di saper confezionare la notizia

6.4.3 Pensare Visuale

6.4.4 La noia è il peccato mortale

6.4.5 Non solo wow factor, ma utilità

6.5 Attenzione ai budget: definitelo e comunicatelo per evitare ritardi e inefficienze

6.6 Misurazione e KPIs

Capitolo 7. Prevenzione e gestione delle crisi online

7.1 Cosa intendiamo per crisi?

7.2 Cos'è una crisi "digitale"?

7.3 Ma è davvero una crisi?

7.4 Attenzione a non innescare la crisi con una nostra reazione

7.5 La valutazione della crisi

7.6 Autorevolezza delle fonti

7.7 Come nascono le crisi?

7.7.1 L'innesco

7.7.2 Espansione

7.7.3 Esplosione

7.7.4 Plateau

7.7.5 Decrescita e dopo terremoto

7.8 Come ci si prepara alla crisi?




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Relazioni pubbliche digitali 

Pensare e creare progetti con blogger, influencer e community.
Un libro, un manuale sulle PR in rete - che cerca anche di definire un po' meglio le PR online. Da che cosa sono composte e, soprattutto, come si fanno. 


Che cosa sono (e non sono) le PR digitali e cosa è lecito aspettarsi (e cosa non dobbiamo attenderci). 

Non solo un manuale, ma anche un libro di strategia. 

Un libro per insegnare e soprattutto stimolare; a pensare in modo strategico, a capire, a fare, a relazionarsi con gli specialisti del settore (e lavorare con loro), per crescere professionalmente. 

Il libro è disponibile sia in formato ebook che cartaceo. Lo trovate nelle buone librerie oppure online su numerosi bookstore, ad esempio: