venerdì 20 febbraio 2015

Innovativo: il piano fallo fare all'Influencer... se vuole partecipare

http://www.thetimes.co.uk/
Condivido con voi un concetto per me nuovo.

Evento. Non vi dico quale* ma facciamo finta sia un concerto. Con un biglietto costoso. Che mi interesserebbe vedere.

E' interesse dell'organizzatore arruolare una serie di Influencer possibilmente "di peso", che prima, durante e dopo l'evento lo promuovano.

In modo da influenzare positivamente il business, sia in una logica di breve (la gente si interessa e compra i biglietti per quest'anno), sia direi di lungo periodo (chi non c'è stato quest'anno si convince che ha fatto male - e che l'anno prossimo ci dovrà andare).

Per questo lo step 1 è stato quello di contattare una serie di Influencer, per verificare l'interesse e fare un po' di teasing; se sei interessato sentiamoci, così ti spiego come puoi partecipare gratis all'evento.

Lo step 2 è di fissare una telefonata. In cui si spiega come funziona la faccenda. Ovvero:

a) L'influencer, se interessato a partecipare all'evento, dovrà sottoporre agli organizzatori un piano in cui spiega come intende promuovere l'evento, prima, durante e dopo.

b) Il piano sarà messo al vaglio degli organizzatori, che analizzeranno le proposte.

c) Se la proposta piace all'organizzatore, l'influencer sarà ammesso all'evento e darà il via al suo piano di comunicazione concordato.

My 2 cents:
da un lato c'è un senso, nell'outsourcing del piano.
L'influencer conosce il suo pubblico. Magari ha le idee molto più chiare su cosa funziona e cosa no, sa quali leve muovere etc etc.

D'altra parte, purtroppo, ho mille cose da fare, faccio molta fatica a investire parte del mio prezioso (sì, prezioso, perché lo rubo alla famiglia, alla vita privata, alle passioni) tempo per fare un piano "pro qualcun altro" che incassa dei soldi in cambio del mio sforzo.

Certo, mi piacerebbe assistere all'evento, ma il prezzo richiesto è troppo alto per il valore che ne derivo. Lo scambio (per me) è troppo asimmetrico. Quindi ho passato la mano e ho rinunciato a esserci. Serenamente :-)

C'è però, al di là del contingente, un'implicazione strategica più profonda: si scassa la meccanica relazionale. 

Non mi interessi tu in quanto persona che stimo e che seguo. 
Ti considero, semplicemente, come un fornitore che metto in gara con altri fornitori. 

Mi interessa vagliare cosa mi offri, non chi sei. 
Cosa da un certo punto di vista corretta; ma se rompiamo il meccanismo relazionale, io mi sento in diritto non solo di chiedere il biglietto gratis ma anche dei soldi per il mio lavoro - se la mia proposta verrà scelta.

Non è cooperazione, è compravendita di servizi di comunicazione.
Che va benissimo, è business, ma allora devono girare anche i soldi, per esempio

Insomma, io ho passato la mano, la richiesta di piano ha avuto un effetto deterrente.
Probabilmente, per quell'evento, non mi fossi sentito sotto esame, costretto a dimostrare qualcosa, costretto a investire a rischio, avrei fatto parecchio, avrei dato supporto. 

Comunque va bene.
Al prossimo giro la tentazione sarà di replicare inviando un mio listino prezzi :-) (che no, non ce l'ho il listino, io non prendo soldi per pubblicare; perché lo scambio di valore  - e ne parlo a lungo nel libro - lo realizzo in altri modi. Ma per l'occasione potrei farmelo :-)

* PS: Si dice il peccato ma non il peccatore.
Perchè purtroppo troppa gente ha una sindrome da rosico o da epic fail automatico. E se legge di una cosa su cui non è d'accordo inizia ad insultare.
Per me, nello specifico, l'azienda non è da insultare. Hanno provato una strada alternativa, che ha anche dei risvolti interessanti.
Quindi li proteggo, per evitare che il solito manipolo dipirla inizi ad insultarli per principio :-)

Ed ecco ora, l'immancabile messaggio promozionale:

Relazioni pubbliche digitali 
Pensare e creare progetti con blogger, influencer e community. 


Un libro, un manuale sulle PR in rete - che cerca anche di definire un po' meglio le PR online. Da che cosa sono composte e, soprattutto, come si fanno. 

Che cosa sono (e non sono) le PR digitali e cosa è lecito aspettarsi (e cosa non dobbiamo attenderci). 

Un libro per insegnare e soprattutto stimolare; a pensare in modo strategico, a capire, a fare, a relazionarsi con gli specialisti del settore (e lavorare con loro), per crescere professionalmente.

Il libro è disponibile sia in formato ebook che cartaceo. Lo trovate nelle buone librerie oppure online su numerosi bookstore, ad esempio: