venerdì 20 marzo 2015

Twitter per le PR Digitali - in 60 secondi (Parte 3): "Standalone" o "Drive to" ?


In concomitanza con l'eclisse di sole, continuiamo nel ciclo di (brevi) articoli dedicati a Twitter come strumento di PR Digitali, elaborando ed estendendo i contenuti del mio libro "Relazioni Pubbliche Digitali".

Alla base, gli obiettivi delle digital PR

Una delle prime cose che dobbiamo settare, quando riflettiamo su come usare Twitter all'interno di un progetto di Online PR, è (ovviamente) l'obiettivo che ci diamo. Cosa pensiamo di ottenere.

Se ci rifacciamo alla definizione di PR Digitali che trovate nel libro (e che aiuta un po' a capire se e quali differenze ci sono con il mondo dei puri Social Media), qui la faccenda ruota tutta attorno all'influenza. Possibilmente a usare l'influenza di terzi - che riprendano, commentino, ritwittino, rielaborino il nostro tweet.

Standalone: non ho bisogno d'altro

A volte il nostro tweet riesce, in 140 caratteri, a raccontare tutta la storia. Non ha bisogno d'altro, è completo così (per quello che riguarda le nostre strategie e i nostri obiettivi). Diciamo che è "standalone" vive bene da solo.

Contiene un'immagine esplicativa oppure semplicemente emozionale, un Vine, non ha bisogno di ulteriori approfondimenti. Probabilmente è più emozionale che informativo, serve più a ricordare o a passare una sensazione che a andare a fondo in un tema, a raccontare una storia articolata.

Un paio di esempi...






Drive To - ti devo portare da qualche parte

Più spesso ha un ruolo di "drive to", vogliamo che serva a portare traffico e letture verso un ambito dove il tema del nostro content, condensato al massimo nel tweet, riesce a trovare lo spazio giusto per dispiegarsi, raccontarsi. Fare storytelling o approfondimento tecnico...

Il Drive to può scaricarsi su un video di YouTube, linkato al tweet o a un sito; molto spesso a un blog, che è il contenitore dei nostri contenuti.

Attiro attenzione, curiosità, interesse con un breve messaggio, una immagine interessante - e ti porto poi a seguire un link per scoprire il resto...

Un paio di esempi (presi tra i primi che mi sono capitati sottomano :-) :






Se l'obiettivo è di portare le persone a approfondire i contenuti dobbiamo allora avere a disposizione, aver progettato un sistema di più media, fra loro integrati e sinergici.

Un sistema di comunicazione in cui si integrano i Social, Twitter, in cui le PR Digitali fanno da cinghia di trasmissione e amplificazione.

In cui ogni mezzo ha un ruolo e dove portiamo le persone a fare un percorso di approfondimento.
Da Twitter a un blog per andare a più fondo nel tema, dal blog a YouTube per godersi un video, poi magari a Facebook per commentare... spesso, in ogni step, cercando di innescare una condivisione, un endorsement, una generazione di influenza.



mercoledì 18 marzo 2015

La Videoinfografica riassuntiva della Social Media Week


Per chi c'è stato e anche per chi non c'è stato, ecco il video che riassume la bellissima esperienza che è stata quest'anno la Social Media Week di Milano.

214 speaker, 69 eventi, più di 8.500 partecipanti.

11.500 iscritti agli eventi e più di 40mila visite al sito per scoprire gli appuntamenti in programma e guardarli in streaming.

Anche il buzz online è stato impressionante, soprattutto su Twitter con l'hashtag #SMWmilan: 46.554 tweet pubblicati hanno reso l’edizione milanese la più 'social' di tutte.

Più di 5.500 i contributor unici, oltre 3.000 le foto condivise su Twitter e Instagram, con una reach potenziale di 6 milioni di user e più di 420 milioni di impression.




(tranquilli, 3 minuti di video, non di più) :-)


giovedì 12 marzo 2015

Comarketing genius: Zoolander 2 e Valentino, per l'operazione di PR dell'anno?


Probabile l'abbiate già vista.

Va comunque citata a futura memoria,  perché imho è una delle operazioni di PR dell'anno.

Se ve la siete persa, ve la racconto.

Da tempo si parlava della possibile produzione di Zoolander 2, il sequel di Zoolander, il divertente film che narra le avventure di un paio di straordinari personaggi, modelli, del mondo della moda.
Se non sapete di che si rtatta, andatevi a vedere il flm e poi ne riparliamo*

A sorpresa, la conferma. Non attraverso una normale operazione di PR, una press release, un party o un incontro con giornalisti e blogger.

No.

A chiudere la sfilata di Valentino a Parigi, a sorpresa proprio loro. Gli attori. Che recitano sul catwalk la loro parte. Sfilando. Come nel film. Solo che questa volta lo fanno nella vita vera, in una delle sfilate più prestigiose.
Standing ovation, must see.

Un'operazione di buzz, un pr stunt che ha fatto parlare di Valentino (e del film) anche testate che altrimenti non avrebbero potuto parlarne... oltre che tutta una serie di mezzi online, influencer, persone comuni.
WOM, passaparola, excitement. Costruzione dell'attesa per un film che sarà rilasciato nel Febbraio 2016.

E anche un carico non indifferente di simpatia e stima per la maison Valentino :-)

Ecco un paio di video.






BTW - la signora nel video è Anna Wintour,  la direttrice (dal 1988) di Vogue. Praticamente, nella moda, il capo di Dio. Quella che, si dice, avrebbe ispirato il personaggio centrale de Il Diavolo Veste Prada. Personaggio pesantissimo per un comarketing :-)


*Nota: detto fra noi, la mia personale opinione su Zoolander è che il meglio del film si può condensare in circa 15 minuti. Il resto è di troppo, specialmente la trama che è solo un esilissimo pretesto per far sfoggiare agli attori le loro qualità, specialmente nella mimica facciale :-)
Spero che Zoolander2 sia meglio del primo, che comunque è un film cult e che rivedrei volentieri (con il fast forward in mano)


martedì 10 marzo 2015

Un classico "incidente" come strategia di PR

Da che mondo è mondo, i "leaks", le anteprime involontarie sono una strategia di Relazioni Pubbliche delle più classiche, per generare interesse e attesa, facendo leva sul voyeurismo, sulla polemica (sarà vero o sarà una manipolazione?). 
E le possibilità di manipolazione / amplificazione offerte dal digitale hanno grandemente aumentato il potenziale di questo genere di giochetti :-)

Classici casi di questo genere sono (probabilmente) i telefonini perduti poco prima del lancio ufficiale, tanto per citare una categoria che ha fatto scalpore.

Un nuovo caso di leak involontario (o no?) si è recentemente verificato per House of Cards, l'attesa nuova stagione del serial.

In breve: messa in onda della prima puntata di House of Cards (Stagione 3) prevista per il 27 Febbraio.
l'11 Febbraio, per un breve periodo di tempo, l'intera stagione 3 è stata messa disposizione (accidentalmente?) degli abbonati su Netflix.

Accortisi dell'errore, chi di dovere ha ritirato i file, ma ormai era troppo tardi, la voce si era diffusa, un sacco di gente era accorsa su Netflix per vedere gli episodi in anteprima.. ma in relativamente pochi ci sono riusciti, e tutti gli altri hanno dovuto attendere, con un maggiore appetito, la release ufficiale...

Quanto alla versione ufficiale del fatto, l'account Twitter della serie è stato molto preciso in proposito:


(siamo alla Casa Bianca. E qui ci sono sempre dei leaks.)

mercoledì 4 marzo 2015

Usare Twitter per fare PR Digitali (Parte 2) chi e perché seguire?

Nelle famose strategie di following ci sono almeno tre linee direttrici, tre modelli di pensiero - tutte basate sul principio che, a seguire le persone "giuste", il nostro account Twitter e il nostro business ne avranno un vantaggio.

1. Nella sua forma più basica, il ragionamento è che, molto spesso, se ci mettiamo a seguire qualcuno è probabile (è possibile?) che questo ci ricambierà il favore. Quindi crescerà il nostro numero di follower.

OK. E quindi? A cosa mi serve avere tanti follower, di qualsiasi tipo?  Quale vantaggio mi porta?

Certo, da un certo punto di vista è possibile che poter vantare un robusto numero di follower dia credibilità al nostro account; ma farsi seguire da persone che non sappiamo se siano in target, magari prese a caso, magari fake anch'essi in cerca di numeri (si veda il mio post precedente) è un po' difficile porti vantaggi...

2. Molto più utile è seguire persone interessanti - per ascoltare e non per tentare di prendere scorciatoie nella crescita del nostro seguito. 

Non dobbiamo entrare in un ottica malsana dove tutto è legato ai numeri. Là fuori, non dimentichiamocelo, c'è gente in gamba. Che ha cose da dire. Che ci capisce. Che ha delle cose da insegnarci. E quindi sono i primi da seguire. Per restare aggiornati, scoprire le novità rapidamente, attingere a spunti di pensiero, ragionamenti, informazioni.

3. In una logica più di business, può poi avere (molto) senso il seguire le persone che ci piacerebbe ci seguissero. Perché possono essere clienti (ma guai poi a rompergli le scatole). Perché ci piacerebbe parlare con loro. Perché possono essere influencer importanti, ridiffondere le nostre idee, i nostri contenuti. E quindi, se decidessero di seguirci, ci sarebbe la possibilità di averne un vantaggio.

Certo, il massimo è quando dal mero following si passa alla relazione, allo scambio, alla collaborazione. Ma non sempre (anzi, solo raramente) ciò è davvero possibile - e bisogna sapersi accontentare. 

4. Possono essere follower di chi ci piace. Gente che segue un leader nel nostro campo; se siamo produttori di chitarre, magari quelli che seguono un virtuoso dello strumento.

Perché se seguono persone che ci sono affini, c'è una più alta probabilità che possano essere interessati a ciò che abbiamo da dire. Che ci seguano e che ci ascoltino.

btw, una cosa interessante da leggere, sui 10 peccati capitali da non commettere su Twitter: