lunedì 20 aprile 2015

PR Digitali: gli Influencer ci mettono la faccia. Non possiamo chiedere…

http://www.slideshare.net/karanjaidkakj/business-etiquette-in-china-18095015
Proseguo nella serie di post pensati per elaborare e integrare i temi  delle PR Digitali, accompagnando nella lettura del mio manuale “Relazioni Pubbliche Digitali” (vedi sotto).

Uno dei temi fondanti del libro è quello delle PR Digitali come disciplina che si basa sull’uso dell’influenza di terzi a nostro favore.

In parole molto spicciole, se l’influencer è un blogger (ad esempio) vogliamo che parli di noi - e ne parli bene. Che non faccia da megafono pubblicitario, pubblicando in maniera asettica un messaggio preconfezionato, ma che ci metta del suo.

In sostanza vogliamo che ci metta la faccia, che aggiunga la sua credibilità, reputazione, simpatia alla nostra (se ce l’abbiamo).

Quanto costa la tua faccia? 

Su questo tema, ci sono molte riflessioni da fare. Una la si faceva l’altra sera con esimi amici e colleghi del mondo delle PR Digitali, centrata sulla remunerazione degli influencer. 

Supponendo che, in uno specifico progetto, si individui la necessità / opportunità di remunerare economicamente l’influencer (e su questo tema al momento non approfondisco, anche perché ne ho parlato abbastanza nel libro) ci sono da capire costi e prezzi.

Quello che è uscito dalla riflessione è molto semplice. Certo, esistono piattaforme, marketplace che mettono a disposizione influencer pronti a scrivere - a prezzi modici, anche 5 o 6 Euro per influenzare. Certo, aggiungo io, ci sono persone che scrivono alle agenzie, proponendo di scrivere pezzi a sostegno di un nostro cliente, endorsando la marca con un post poi amplificando sui social… al modico costo di 10 o 20 euro per post.

La riflessione qui è: se il prezzo per metterci la tua faccia è questo, se il valore della tua faccia non arriva a 30 euro, siamo sicuri che la tua faccia abbia un valore per me?

Sei disponibile a sputtanarti per me?

Secondo e ultimo spunto di questo post: se l’influenzar è uno serio, capisce benissimo che per lui vale molto di più la propria credibilità e autorevolezza. Il valore della sua faccia. Molto più di 50, 100, 200, 300 euro… messi a disposizione di un’azienda per pagare un post.

Certo, se il blogger ha intenzione (e la cosa ha un senso, se ne vuole fare un lavoro, se porta valore alla marca committente) di farsi pagare, quei soldi fanno comodo, e si possono accettare.. a condizione che ciò che ci viene chiesto sia di mettere a disposizione la nostra influenza, di metterci la faccia - non di distruggerla.

Nella mia funzione di blogger che però sta anche dall’altra parte della barricata, mi infurio parecchio quando vedo certe richieste che mi arrivano. Marchettoni giganti a favore della marca X o dell’azienda Y. Robe che se le pubblico, mi sputtano immediatamente :-) e mi brucio la mia credibilità (quindi anche il mio valore nel tuo piano di comunicazione, no?)

Se chiedo all’influencer di metterci la faccia, non posso chiedergli di bruciarsela.

Se ho bisogno di collaborazione per dare valore alla mia marca, posso proporre, non devo imporre.

Se chiedo di noleggiarmi un po’ della tua credibilità, non posso cercare di imporre di distruggerti la tua credibilità scrivendo cose palesemente non vere, non credibili.

Certo, io marca so (o dovrei sapere) cosa mi servirebbe (e, sorpresa, non è il marchettone di cui sopra; non è la lode sperticata tipo recensione fake di TripAdvisor, che tutti la sfamano subito e più è buona e più eviti il ristorante, capendo che è una sola).

Ma tu, influenzare, conosci il tuo pubblico e la tua relazione con loro. E sai, mi sai consigliare, come insieme relazionarsi con loro.

Questo è uno dei messaggi fondamentali che noi agenzie dobbiamo far passare alle aziende. Uno dei ruoli in cui possiamo dare valore aggiunto.

Fine del mio “rants & rave”, robe che avevo sullo stomaco da un po’ e che sul libro non potevo scrivere proprio così.

E, a questo proposito, per chi ancora il manuale “relazioni Pubbliche Digitali” non lo conosce (e magari qui ci è arrivato grazie a Google…) vi beccate il messaggio dallo sponsor :-)

SEGUE MESSAGGIO AUTOPROMOZIONALE. SAPEVATELO.



RELAZIONI PUBBLICHE DIGITALI

Pensare e creare progetti con blogger, influencer e community di Roberto Venturini (Autore)

Generare notizie, contenuti e conversazioni per costruire un'opinione positiva della nostra marca, prodotto o servizio, attraverso il coinvolgimento di influencer e blogger: in questo consistono le PR digitali, nuove attività di comunicazione che danno visibilità, rendono più "notiziabile" un evento, aiutano a ottenere un'esposizione mediatica, a entrare nei discorsi delle persone, a porsi in sintonia con loro. 

Anche nelle PR digitali un'operazione di successo deve combinare strategia e creatività. E in questo sta la difficoltà maggiore: se è relativamente facile "essere creativi", molto più complesso è farlo seguendo un solido pensiero strategico e in modo funzionale ai risultati del business. Solo avendo chiare le logiche e i meccanismi, le opportunità e i rischi delle PR digitali, sarà possibile sviluppare azioni strategicamente creative ed efficaci. 

Il libro vuole proporre strumenti per pensare e creare progetti solidi. Non è un semplice manuale "operativo" inevitabilmente destinato a rapido invecchiamento: il libro dedica ampio spazio al trasferimento delle riflessioni strategiche maturate dall'autore in anni di professione e alla trasmissione di ciò che ha imparato lavorando in prima persona. 

Dalla definizione di che cosa sono (e non sono) le PR digitali all'analisi di che cosa è lecito aspettarsi da questa attività; dall'importanza della reputazione agli strumenti per gestirla e monitorarla; dall'individuazione degli influencer alle modalità per lavorare insieme...

Potete vederlo (e, auspicabilmente, comprarlo) qui :