giovedì 11 giugno 2015

Giornalisti, blogger: una faccia, una razza. Come sbagliare tutto (+ weekly quote dal manuale)

E' totalmente evidente che gli uffici stampa aziendali, in larga misura, non hanno idea. 

E forse non ce la possono fare - fino a quando non ci sarà un ricambio generazionale dettato dalla biologia (più che dalla competenza). O avranno gente giovane ma formata, non gettata allo sbaraglio.

E non parlo della Fracazzetti snc, ma di una delle più grandi multinazionali con sede nel belpaese.

Qui si vede con grande chiarezza l'ignoranza e l'arroganza.

L'abbiamo detto mille volte, lo sappiamo tutti, ormai è una barzelletta. Ufficio Stampa di nota azienda mi manda una mail, intitolata "Comunicato Stampa" (che poi è una bugia, i comunicati allegati sono tre, in modo da fare efficienza).

Testo nella mail? certo che no.

Perché dovrebbero parlarmi? Vendermi il concetto, entrare in qualche modo in relazione con me? Io, giornalista, sono notoriamente una macchinetta. Potente azienda dirama i comunicati e umile servo si prostra e pubblica, felice dell'opportunità concessa.

Che poi, btw, io sarei sì giornalista, ma tu di sicuro mi scrivi per via della mia supposta notorietà come blogger. Ma tanto blogger, giornalisti, stessa roba. Una faccia, una razza.

Quindi, se volessi sapere di cosa mi stai parlando - anzi - di cosa richiedi che io pubblichi, sono costretto ad aprire i comunicati stampa che alleghi.
E' ovvio che lo farò, giusto? E' nel naturale ordine delle cose.
Sarò ovviamente interessatissimo allo scoprire le meraviglie celate nel tuo C.S. e d'altra parte di tempo da buttare ne ho a iosa, mica lavoro...

Che poi, se vado a vedere i titoli, i comunicati sono su temi che nulla hanno a che fare con la mia area di interesse. Sono robe di cui proprio non mi occupo, così come il Sole 24 Ore non pubblica le ricette di cucina (lo so, è un concetto un po' sofisticato... :-)

Segmentare? Indirizzare la comunicazione giusta al target giusto, all'influencer appropriato? Perché mai? Si spamma in giro e morta lì, di lavoro ce n'è fin troppo e alle 17 cade la penna...

Quindi, cara azienda, ti ringrazio di avermi messo nella tua lista, probabilmente intitolata "la qualunque" o "gli schiavi".

Da parte mia contraccambio etichettandoti come spam. Così in futuro mi risparmierò di dover vedere altre tue mail :-)

***** BONUS CONTENT ****STOP THE PRESS ****

Stavo per postare quando mi ritrovo (nello spam, ho settato bene i filtri) quest'altra mail, che arriva invece da un'agenzia di comunicazione e che rafforza la tesi che là fuori non ce la possono fare...

"Gentile Redazione,

sono ad inviarle il comunicato stampa del nostro ultimo lavoro, il sito per xxxyyyzzz  Il nuovo portale del xxxnnnnbbb che ci ha visti vincitori della Gara di assegnazione del progetto. 

Vi chiedo gentilmente di dare spazio al lavoro sulla vostra testate,

Per qualsiasi informazione non esitate nel contattarmi.

Grazie,

Nome e Cognome
Account"

Al di là dell'equivocare un blogger con una redazione (o fottersene), del domandarsi se mi interessa o meno (oppure fottersene), è da notare l' elegante e fresco linguaggio, proprio del comunicatore che sa maneggiare le parole e i messaggi, che sa mettersi in relazione con i destinatari... e che non fa errori di grammatica, ofc (vostrA testatE?), che inizia a darmi del lei e chiude dandomi del voi...

le testate le dò io nel muro.

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Chiudo quindi citando un pezzetto di Relazioni Pubbliche Digitali


"Nel mondo digitale, non solo il classico comunicato stampa si è rivelato uno strumento inadatto per relazionarsi con i nuovi  influencer ma, anzi, ha in parecchi casi generato reazioni negative; l'equiparazione tra giornalisti e blogger (o altri influencer) non è detto sia gradita. 

Il tono, il linguaggio, il concetto stesso di comunicato stampa si è rivelato inappropriato per riuscire a mettersi in rapporto con gli influencer (dove, per influencer, intendiamo in termini generici tutti quelli che possono pubblicare e diffondere contenuto, informazione a favore della nostra marca o organizzazione; che possano parlare di noi e creare opinione). 

La mancanza di relazione, di un approccio appropriato (ad esempio inviare C.S. con "preghiera di pubblicazione" è considerata una scortesia, il segno evidente che non si è capito come "funziona" il rapporto con i blogger. 

In sostanza traspare con drammatica evidenza che all'azienda frega poco del blogger - che è visto solo come una sorta di utile idiota che pubblica roba a gratis, generando stupidamente valore per l'azienda senza averne nulla in cambio."

Approfondimento: