lunedì 27 luglio 2015

Meraviglia: condividi il gelato (morsicato) per S.Valentino. Brasile


Operazione guerrigliera, PR Stunt, Buzz? Ma la cosa che sorprende di più è scoprire che in Brasile S.Valentino si festeggia il 12 Giugno :-)

Periodo quindi molto favorevole per i gelati. E allora la catena di gelaterie Sorvete Italia, invece della solita campagna cuoricini e sospiri, ha pensato bene di fare qualcosa di utile e emozionante. Di mettersi al servizio dei clienti, dei loro affetti.

Insight: molte coppie trovano difficile passare tempo insieme, per via di stili di vita, impegni, orari diversi. E allora, visto che probabilmente manco riescono a vedersi per fare gli auguri, ci pensa il gelataio.

Recapitando a domicilio... beh guardatevi il video. In effetti conta il pensiero. E conta tantissimo
Semplice, nemmeno tanto costoso, d'effetto.

Ma, temo, nella sua semplicità troppo complesso per troppa parte delle aziende italiane che in comunicazione cercano un miracolo a costo zero e soprattutto che non le costringa a impegnarsi :-)


giovedì 23 luglio 2015

Job Offer: PR, Health


Riceviamo e volentieri pubblichiamo:

Nuova agenzia di comunicazione specializzata in salute è alla ricerca di una persona che abbia le seguenti caratteristiche:

Competenza nel mondo delle PR (2-5 anni di esperienza)
Interesse o esperienza (meglio tutte e due le cose) per il mondo della salute
Propensione per/Competenza sui canali digitali (meglio tutte e due)

E, inoltre,che sia in possesso di requisiti base quali:

- Inglese
- Organizzazione
- Capacità di lavorare in team
- Responsabilità

Sede di lavoro Milano

Gli interessati possono candidarsi scrivendo a questo indirizzo: opportunitasalute@gmail.com 


(Come sempre, non scrivete a me, non sono coinvolto nel processo di selezione...)



martedì 21 luglio 2015

L'ascolto della Rete è importante, ma può farci sbagliare. Relazioni Pubbliche Digitali.



Ecco un nuovo approfondimento* collegato al manuale di Relazioni Pubbliche Digitali, questa volta sull'ascolto della Rete. 

Il senso dell'approfondimento di oggi è che l'ascolto della Rete è importante, ma può farci sbagliare. Un'attività fondamentale per quello che sono le PR Digitali, la Reputation... la comunicazione tutta. Ma che va trattata con intelligenza.

Quando ascoltiamo, sentiamo chi parla. 


Ve lo ricordate il teorema dell'1/10/100 ? 

Per ogni persona che pubblica un contenuto, 10 commentano.
E 100 non dicono nulla (semplificando un po'). 
Ed è naturale: specialmente se il tema trattato non è di quelli che ci eccitano o ci fanno indignare, ci limitiamo a leggere, ad assorbire l'informazione, lo stimolo. Ma non reagiamo attivamente... anche se magari la pensiamo in modo diverso. 

Quindi lecita la domanda: le opinioni della minoranza che si esprime sui Social, coincidono con quelle della maggioranza silenziosa? Nel fantasmagorico mondo dei Social Media, in fondo, c’è solo una certezza, un punto fermo. 

Mi cito: Il primo comandamento: “Tu ascolterai le conversazioni in Rete”. E sulla base delle conversazioni saprai cosa la gente dice. E quindi cosa essi pensano. 
Dunque si arriva al secondo comandamento: “Tu elaborerai un’analisi del sentiment” che ti darà una visione della Verità, di come la tua marca è percepita, di quali sono i trend rilevanti in Rete, di cosa si dice dove, come e perché.

Sulla base della ferrea logica di business susseguente, arriva in modo naturale il terzo comandamento: “Tu definirai le Strategie e organizzerai le tue attività sulla base del sentiment e dell’ascolto”.

E' dunque cosa buona e giusta che l'ascolto sia alla base di tutte le nostre attività. Del resto se la comunicazione è sempre più conversazione, non ci può essere conversazione a senso unico, non si può parlare se non si ascolta l’altro e non si capiscono le sue opinioni, emozioni.

Di qui l'importanza di un'attività di monitoraggio della rete, di identificazione dei trend e delle opinioni, di analisi. Con una bella ripulita "manuale" da parte di esseri umani esperti che possano dare un senso a quegli output delle macchine e dei software,

Attenzione, attenzione: chi tace, acconsente? Beh, se è un influencer...
E’ ovvio: possiamo rilevare dal monitoraggio in Rete solo le opinioni di chi parla. La telepatia ... beh, ci stiamo ancora lavorando.

Ed è verissimo che chi parla è in grado, usando la propria influenza, di influenzare i pensieri e le opinioni di chi non parla. Ed è possibile che siano tanti, perché la storia di Internet ha sempre mostrato una nette sproporzione tra utenti attivi (che generano) e passivi (che fruiscono senza generare). Chi scrive dunque fa sì che chi legge abbia la stessa opinione.

E' però contemporaneamente vero che "ci tace non dice niente".

E' dunque possibile che la maggioranza silenziosa legga, abbia comunque un’opinione differente ma non la esprima. Che gli influencer esistano ma influenzino poco. Che quelli la cui voce si sente più forte siano una minoranza che conta poco e che il mercato sia fatto da gente che la pensa diversamente, agisce di conseguenza e parla poco.


Forse l’ascolto non basta? Ci mette fuori strada?

Se questo è lo scenario, e se prendiamo decisioni solo in base a un ascolto poco ragionato, rischiamo di fare la nostra gara inseguendo pezzi di mercato che non sono rappresentativi di quei segmenti che possono davvero fare la differenza.

L'ascolto deve dunque essere un'attività fatta con senso critico, con tecnica ma anche molta esperienza, con la capacità di intravvedere al di là dei numeri e dei report la possibile esistenza di altri mondi che forse dovremmo studiare anche in altri modi.

*Come al solito, prendo un tema, che ho trattato nel libro e lo espando un po' aggiungendo ulteriori spunti di riflessioni, suggerimenti, indicazioni. Un tema, per altro, che ho già tattato in passato.. ma che credo sia interessante ritrattare, sia perché è cambiata la mia audience, sia perchè lo posso trattare con uno sguardo più teso alle Digital  PR.


Messaggio Promozionale...

A questo punto permettetemi di spendere due parole sul libro di cui questo post è un approfondimento :-)
Ecco un po' di informazioni (e di auto promozione, naturalmente...)

RELAZIONI PUBBLICHE DIGITALI

Pensare e creare progetti con blogger, influencer e community di Roberto Venturini (Autore)


Generare notizie, contenuti e conversazioni per costruire un'opinione positiva della nostra marca, prodotto o servizio, attraverso il coinvolgimento di influencer e blogger: in questo consistono le PR digitali, attività di comunicazione che danno visibilità, rendono più "notiziabile" un evento, aiutano a ottenere un'esposizione mediatica, a entrare nei discorsi delle persone. 


Anche nelle PR digitali un'operazione di successo deve combinare strategia e creatività. E in questo sta la difficoltà maggiore: se è relativamente facile "essere creativi", molto più complesso è farlo seguendo un solido pensiero strategico e in modo funzionale ai risultati del business. Solo avendo chiare le logiche e i meccanismi, le opportunità e i rischi delle PR digitali, sarà possibile sviluppare azioni strategicamente creative ed efficaci. 

Il libro vuole proporre strumenti per pensare e creare progetti solidi. Non è un semplice manuale "operativo" inevitabilmente destinato a rapido invecchiamento: il libro dedica ampio spazio al trasferimento delle riflessioni strategiche maturate dall'autore in anni di professione e alla trasmissione di ciò che ha imparato lavorando in prima persona. 

Dalla definizione di che cosa sono (e non sono) le PR digitali all'analisi di che cosa è lecito aspettarsi da questa attività; dall'importanza della reputazione agli strumenti per gestirla e monitorarla; dall'individuazione degli influencer alle modalità per lavorare insieme...

Potete vederlo (e, volendo, comprarlo) qui :
http://www.amazon.it/dp/8823834724

giovedì 2 luglio 2015

Influencer, Top Blogger... ma chi influenza veramente? Relazioni Pubbliche Digitali

Ed ecco, come promesso, un nuovo approfondimento, per andare a fare un "drill down" sui temi trattati su Relazioni Pubbliche Digitali...

Parliamo di un grande classico. 

L'azienda che vede le PR digitali in una logica media. E quindi cerca la testata (pardon, il blogger) con il maggior numero di contatti.

A questi, la tentazione è di mettegli in piano Beppe Grillo, che ha il blog con il maggior numero di contatti. O di proporgli Salvatore Aranzulla anche per il lancio di una cremina da notte femminile, visto che comunque lui ha un botto di follower.

Se si parla con una persona competente, che ragiona, l'unica verità (a meno di guardare al mondo blogger come a un media, dove l'unica cosa che conta è la reach, e non la qualità... e ci sono grandissime aziende che la pensano così, in modo lucido e calcolato) è che è un buon influencer chi influenza bene. Punto.

Ad esempio, è ormai chiaro che qualunque persona può diventarlo a patto che abbia un buon seguito sui social media. Anche se non ha un blog.

Mi cito, dal manuale di Relazioni Pubbliche Digitali: "Se ci siamo dati come regola di considerare un pilastro fondamentale delle PR Digitali il riuscire a mobilitare degli influencer, che esercitino a nostro favore la loro influenza sulle persone in cui sono in contatto, allora possiamo tranquillamente far rientrare negli influencer anche persone che non hanno un ruolo, una figura riconosciuta (ad esempio non sono blogger) ma che si esprimono a nostro favore."

Ad esempio in un forum, che aggrega una community di impallinati, spesso il gestore del forum o l'utente esperto e buon comunicatore è la persona che gli altri ascoltano, cui chiedono consiglio e che seguono. 

Di buono c'è che è gente impallinata, un target ben autoselezionato. Di cattivo che magari sono poche centinaia di persone - che se pur alto consumanti magari sono un parte piccola del mercato; quindi quest'influenza, sul totalone dei consumatori, arriva poco lontano... raggiungere masse oceaniche e ottimizzare il costo / contatto ha sempre il suo fascino - e spesso anche molto senso :-)

C'è pero una grande differenza tra "sono pochi" e "sono quelli giusti".

Nel primo caso me ne perdo un sacco, di quelli buoni. Nel secondo limito le dispersioni, i soldi sprecati a parlre con gente che non mi interessa (dal punto di vista business)

Il numerone ha però sempre il suo fascino. E quindi spesso ti chiedono di coinvolgere blogger con milioni di contatti. E vagli a spiegare che gente come la Marcuzzi sì ha un botto di follower ma costa un pacco di soldi, e che probabilmente del tuo prodottino per le vene varicose gliene frega nulla, anzi lo considera inadatto quindi ti rimbalza....


Messaggio Promozionale...



RELAZIONI PUBBLICHE DIGITALI

Pensare e creare progetti con blogger, influencer e community di Roberto Venturini (Autore)

Generare notizie, contenuti e conversazioni per costruire un'opinione positiva della nostra marca, prodotto o servizio, attraverso il coinvolgimento di influencer e blogger: in questo consistono le PR digitali, attività di comunicazione che danno visibilità, rendono più "notiziabile" un evento, aiutano a ottenere un'esposizione mediatica, a entrare nei discorsi delle persone. 

Anche nelle PR digitali un'operazione di successo deve combinare strategia e creatività. E in questo sta la difficoltà maggiore: se è relativamente facile "essere creativi", molto più complesso è farlo seguendo un solido pensiero strategico e in modo funzionale ai risultati del business. Solo avendo chiare le logiche e i meccanismi, le opportunità e i rischi delle PR digitali, sarà possibile sviluppare azioni strategicamente creative ed efficaci. 

Il libro vuole proporre strumenti per pensare e creare progetti solidi. Non è un semplice manuale "operativo" inevitabilmente destinato a rapido invecchiamento: il libro dedica ampio spazio al trasferimento delle riflessioni strategiche maturate dall'autore in anni di professione e alla trasmissione di ciò che ha imparato lavorando in prima persona. 

Dalla definizione di che cosa sono (e non sono) le PR digitali all'analisi di che cosa è lecito aspettarsi da questa attività; dall'importanza della reputazione agli strumenti per gestirla e monitorarla; dall'individuazione degli influencer alle modalità per lavorare insieme...

Potete vederlo (e, volendo, comprarlo) qui :