lunedì 28 settembre 2015

Per vendere conta di più il passaparola del web


E' inutile nasconderci dietro a un dito: le aziende investono sul digitale perché sono (giustamente) alla ricerca di strumenti, investimenti che facilitino il business, che migliorino la bottom line, che salvino posti di lavoro. Molto spesso che facciano vendere di più.

Anche perché con la Reputation difficile pagare gli stipendi, se non ci sono i fatturati.

In quest'ottica, interessante la ricerca di Boston Consulting Group "Brand Advocacy Index 2015", che ha esplorato Francia, Germania, US, Spagna, Giappone, parlando con oltre 200.000 persone.

Qui delle indicazioni concrete escono: il passaparola emerge come strumento molto potente nell'influenzare le scelte (e, ricordiamolo, le PR - e particolarmente quelle digitali - sono tutte basate sulla circolazione dell'influenza...).

Dalla ricerca emergono alcuni aspetti chiave:
* il 50% dei consumatori intervistati chiede un parere ad amici o familiari prima di un acquisto (importante)
* I siti web sono (solo) al secondo posto come fonte di informazione
* Blog e forum sono al terzo posto.

Qui interessante interrogarsi sui meccanismi del Buy Cycle.
E' (IMHO) ipotizzabile che i siti aziendali fungano da strumento di rassicurazione, di approfondimento, dove si va a capire meglio un prodotto/servizio che si è già potenzialmente interessati a comprare.

Il passaparola può fungere sia da strumento che innesca il ciclo (l'amico che ti dice "hai visto cosa mi sono comprato?") o da strumento dove siamo noi parte attiva e chiediamo un parere, di persona o in rete su un prodotto - alla ricerca di una verità vera, super partes.

Blog e forum possono fungere sia da strumento che ci fa scoprire nuovi prodotti, recensiti; sia da verifica di terza parte su come effettivamente "va" un prodotto. E qui, di nuovo siamo in pieno nel dominio delle PR Digitali.

L'uso dei Social è meno forte, nel processo in cui ci facciamo parte attiva per trovare informazioni, raccomandazioni. La cosa probabilmente (IMHO) non è legata alle technicalities della piattaforma quanrto nei nostri modelli di interazione.

E' infatti molto più facile e comodo (e immediato) esplorare la rete, i blog, i siti alla ricerca di recensioni, E' una fruizione più passiva, magari totalmente mediata da Google.

Un po' più uno sbattimento andare sulla propria rete sociale e lanciare un appello, per capire se qualcuno che conosciamo ha provato di persona (anche se qui la raccomandazione dovrebbe essere ancora più affidabile, perché proveniente da persone che magari conosciamo meglio, che frequentiamo con cui siamo più o meno in relazione... e anche lì dipende).

La ricerca la potete leggere (in francese) qui:
http://www.slideshare.net/yannlegigan/synthse-du-brand-advocacy-index-2015-du-boston-consulting-group-bcg